PMA

Ogni anno in Italia da 20,000 a 45.000 nuove coppie richiedono una consulenza specialistica perché hanno difficoltà ad ottenere una gravidanza. Si stima che in 15.000 -20.000 di queste coppie (dati ISTAT) sarà possibile diagnosticare una causa nota di infertilità e sarà conseguentemente necessario ricorrere alle terapie mediche disponibili per agevolare o consentire il concepimento.

Si intende comunemente per infertilità la condizione in cui una coppia, dopo due anni di tentativi per concepire non ha conseguito una gravidanza. Il temine sterilità rimane invece riservato ai casi in cui sia accertata l’assoluta impossibilità al concepimento.

In questi ultimi anni grazie allo sviluppo di nuove terapie mediche e della tecnologia riproduttiva sono diventati più rari i casi di sterilità irreversibile. Questo non vuol dire che tutti possono avere un figlio, ma che, dopo uno studio accurato delle caratteristiche di ogni singola coppia infertile è possibile esprimere un parere circa la tecnica più opportuna nel caso in questione e formulare una previsione circa le percentuali di successo di quella tecnica nel caso di quella specifica coppia.

Le possibilità di gravidanza per ogni tentativo terapeutico possono essere oggettivamente molto basse. A volte invece esse possono essere basse solo in apparenza. Per meglio comprendere questo concetto, è necessario tenere conto di alcune caratteristiche riproduttive della specie umana e di come esse vengono influenzate da fattori ambientali e comportamentali.

La specie umana è in assoluto poco fertile rispetto a quasi tutti gli altri mammiferi. Una coppia giovane, sicuramente fertile con regolare attività sessuale non ha più 20 – 25% di possibilità di concepire per ogni ciclo ovulatorio. Quindi le tecniche di Riproduzione Assistita (PMA) spesso consentono alla coppia infertile di avvicinarsi o raggiungere le fisiologiche percentuali di gravidanza per ciclo delle coppie fertili.

La fertilità nelle popolazioni occidentali è ulteriormente diminuita a causa della ormai consolidata abitudine a posticipare la data della ricerca di gravidanza per motivi culturali e di costume (problemi di carriera, lavoro, casa e così via). La fertilità della donna é infatti massima intorno ai 20‑25 anni, per poi decrescere gradualmente fino alla menopausa. Dopo i 36 anni la fertilità risulta già sensibilmente ridotta.

Il  potenziale di fertilità maschile delle popolazioni occidentali ha subito negli ultimi 10- 15 anni un calo allarmante, che viene attribuito a fattori ambientali (presenza di agenti inquinanti), condizioni di lavoro (sedentarietà) e stili di vita (uso di farmaci, fumo, alcool, stress). Oggi l’infertilità maschile rappresenta una percentuale ragguardevole dei casi di infertilità di coppia.

In conclusione:

per molte condizioni di infertilità fino a qualche anno fa senza soluzione è oggi prospettabile una possibilità di successo grazie alle terapie per l’infertilità e soprattutto grazie alle cosiddette tecniche di Riproduzione Assistita. Deve tuttavia essere chiaro che queste tecniche, che per molte coppie possono costituire l’unica chance di gravidanza, hanno percentuali di successo ben precise, legate sia ai limiti intrinseci della procedura sia.alle caratteristiche specifiche della coppia infertile. Queste percentuali, che possono apparire basse rispetto all’impegno medico, psicologico e talora economico che comportano, appaiono tuttavia soddisfacenti quando le si rapporta al potenziale di fertilità spontaneo della coppia.